Archivi del settembre, 2009

IL POTENZIALE NEL FRANCHISING E’ DENTRO DI NOI

29 settembre 2009

PERCHE’ UNA RETE FRANCHISING DEVE AVERE NEGOZI PILOTA

26 settembre 2009

Vediamo come primo argomento che cosa sono i negozi pilota?

I negozi pilota o “Flag Ship” sono delle unità che appartengono al franchisor e che permettono di verificare il rendimento dell’impresa in condizioni identiche a quelle in cui verrà poi sviluppata la rete affiliata.

pilota
Parimenti le unità pilota potranno svolgere altre due funzioni parallele:

a) centri di formazione destinati ai nuovi affiliati

b) sperimentazione di nuovi prodotti o servizi, prima che vengano estesi alla rete.

Per affermare di avere un know-how, il franchisor, concessore, deve avere, non solo delle idee, ma anche esperienza.
Quest’ esperienza , viene acquisita con l’abitudine nei negozi di sua proprietà, ovvero delle succursali (sua stessa società) o delle filiali (società separate che gli appartengono).

Le filiali o succursali, o alcune di esse, servono a migliorare il know-how, a sperimentarlo o a mostrare al network l’ultimo livello d’evoluzione del concept che i nuovi franchisee riprodur-ranno. Che si tratti di unità di laboratorio o di modelli da riprodurre, il linguaggio del franchi-sing li definisce con il nome di pilota.

Ma può accadere che il franchisor abbia stipulato accordi con gli aderenti per renderli piloti. Perché il franchisor non si è implicato in un’unità (Per mancanza di mezzi? Informatevi bene) oppure perché vuole beneficiare di altre reazioni oltre a quelle delle proprie unità. (più raro ma più sicuro)

Io penso che una delle discriminanti nella scelta di un progetto franchising è la verifica dell’esistenza di negozi Pilota per la regola dovrebbe essere 1 a 5 come scrivo nel mio libro nel franchising.

In Italia purtoppo ci sono alcune reti anche di dimensioni grandi in passato ne ho conosciuta più di una che non hanno negozi pilota per me è una pazzia che un affiliato scelga questo profilo di Fanchisor

Vittorio del Re Autore Franchising Manager

IL PUNTO VENDITA DEL FUTURO

26 settembre 2009

Gli studi più recenti di neuromarketing confermano una teoria avanzata negli  anni 80 da alcuni studiosi americani: le scelte dei consumatori nel 90% dei casi sono dettati dall’incoscio.

L’acquisto è dettato da fattori incosci ed emozionali e come tale deve essere stimolato.

In questa situazione risulta chiaro che il punto vendita del futuro deve essere il fulcro ove ruota tutta l’attività commerciale delle aziende franchsing.

Il punto vendita dovrà essere concepito come primo anello del valore, rappresentando il punto fondamentale di raccordo tra le dinamiche della domanda e dell’offerta. In questa prospettiva le aree di vendita  si dovranno trasformare in veri e propri “sensori” del mercato “osservatori delle mode e delle tendenze attraverso i quali registrare l’evoluzione degli stili di vita e dei comportamenti di consumo.

Nella scelta di un negozio in franchsing l’elemento essenziale, non sarà più il prodotto oppure il prezzo ma ciò che questo concetto implica, ovvero il disegno degli abiti, l’ampiezza della proposta la rapidità nell’offrire al cliente quello che desidera e soprattutto la capacità di gratificare le sue emozioni.

Risulterà determinante quindi, per gli esperti di retail management disporre di format capaci di generare emozioni polisensoriali dell’individuo: musica, materiali, profumazioni, colori sapori, visual merchandising e simboli di vario genere (Compresi i concetti più straniati di category),

saranno in futuro gli unici strumenti   efficaci  per immergere l’acquirente nell’esperienza di acquisto che desidera.

Dr. Giuseppe Nappi

il marketing esperenziale anche se molto recente, soprattutto qui in Europa, sarà sempre di più  base di studio per creare concept forti capaci di prestare attenzione a tutte le sfaccettature che la vendita specializzata implica. Il passaggio non sarà banale perché richiederà professionalità e culture specializzate che difficilmente sono reperibili sul mercato, inoltre, queste iniziative sono anche legate al posizionamento del brand ed è bene sapere che sono difficilmente misurabili con approcci classici e di breve periodo.

Giuseppe Nappi Franchising manager

FRANCHISING FAI DA TE O IN OUT SOURCING

26 settembre 2009

Risulta chiaro a tutti che il panorama del franchising in Italia è ancora in forte evoluzione, infatti risultano in incremento le aperture del 2009 rispetto al 2008.

Naturalmente il panorama dell’offerta è molto variegato e i Franchisor si ritrovano tutti i giorni a dover competere su un mercato che diventa sempre di  più altamente selettivo, molte infatti sono le catene che hanno avuto vita breve con comparese meteoritiche sul mercato.

Crediamo e siamo convinti che la vera differenza in una rete franchising sia sopratutto dovuta alla capacità di innovare e offrire servizi continui alla rete di affiliati.

far crescere la qualità dei propri affiliati è l’obiettivo da perseguire come modello di valore aggiunto alla gamma di servizi/prodotti offerti.

In questa breve intervista abbiamo raccolto il parere del Dott. Giuseppe Nappi esperto in franching-management e che dal 2004 dopo varie esperienze dirette sul campo guida la divisione di consulenza Franchinsing in outsorching di Promo Retail Group.

D. Brevemente dott. nappi Ci dica quali sono i motivi che dovrebbero spingere un franchisor ad esternalizzare le attività per la gestione di una rete franchising?

R Credo che la risposta a questa domanda dovrebbe essere più specifica in quanto non ci sono cause generalizzate che hanno portato i nostri clienti ad acquisire il nostro servizio, attualmente seguiamo sia nello sviluppo che nel supporto all’incirca una decina di catene e sopratutto la qualità del servizio e la tangibilità immediata che ci facilitano le attività erogate.

D Come viene svolta la vostra attività?

R  Come le dicevo noi distinguiamo due fasi fondamentali la prima è quella che definiamo di sviluppo la seconda è quella che definiamo di supporto. Nella prima fase svolgiamo tutte le attività che vanno dalla gestione del contatto fino alla firma del contratto e alla conseguente apertura del punto vendita. Nella seconda fase quella di supporto gestiamo una serie di attività che mirano a raggiungere obiettivi strategici a monte definiti.

D Può spiegarci meglio in cosa consiste l’attività di sviluppo.

R Certamente, le dico subito  che al fine di ottimizzare metodologicamente questa attività la nostra società a messo appunto un software gestionale capace di dar conto al nostro cliente sullo stato di lavorazione di ogni singolo contatto. Praticamente come , svolgiamo tutte le sttività di selezione sia del potenziale affiliato sia della location proposta. Predisponiamo studi e piani di pre-fattibilità sia per il cliente che per il potenziale affiliato e successivamente ci occupiamo sia della progettazione che del lay-out del punto vendita. Prima dell’apertura è nostra cura trasferire in modo efficace il Know-aziendale e predisporre gli eventuali piani di lancio promozionale del nuovo negozio.

D E l’attività di supporto invece in cosa consiste?

R Bene è nostra convizione che un affiliato di qualità sia l’unico modo per assicurare valore aggiunto alla rete franchising. E’ nostra cura fare in modo che questo accada, attrverso attività continue sia sul punto vendita che sull’affiliato stesso. Sul punto vendita interveniamo con visite di supporto mercandising, vetrinistica, marketing promozionale etc, sull’affiliato facciamo un lavoro continuo di analisi di perfomance, formazione specialistica su tecniche di vendita e gestione del personale, ci occupiamo anche attraverso un portale di supporto di trasferire giorno per giorno notizie e informazione che il franchisor intende condividere con la propria rete.

D Quali sono state le difficoltà maggiori nell’erogazione di questi servizi

R A mio avviso le difficoltà maggiori sono riscontrabili più del lato del cliente anzichè dell’affiliato. E’ nostro metodo, infatti condividere a monte tutti i piani di lavoro con il nostro cliente. Insieme predisponiamo il manuale oprativo, il piano di marketing la politica promozionale dell’intera stagione e il piano formativo da erogare durante la stagione, questa mole di lavoro a volte ci allunga di molto i tempi di partenza di un progetto di attività.

D Perchè crede che sia meglio appogiarsi alla sua società anzichè strutturarsi internamente.

R Potrei darle una risposta concreta mostrandole il mio gruppo di lavoro in riunione il sabato pomeriggio ma questo non è possibile. Io credo che il metodo e la specializzazione siano i motivi che spingono i nostri clienti a scegliere il nostro servizio. La metodologia è stata messa a punto con anni di attività all’interno delle reti, infatti chiunque collabora con me viene da una rete franchising.

D In che senso ci faccia capire.

R E qui che c’è esigenza forte di questi servizi e noi dobbiamo concentrare gli sforzi dove il mercato è più forte.

D Ma seguite anche catene che hanno punti vendita al nord.

R Certo che si, facciamo in modo che l’azienda replichi semplicemente le nostre attività creando e formando un gruppo di lavoro ad hoc per questo progetto, sa è sempre meglio far tesoro aziendale dell’esperienze acquisite.

D Cosa crede circa il futuro del franchising.

R Credo che sia finito il tempo dell’improvvisazione e dei grandi investimenti pubblicitari, credo che oggi sia gli affiliati che le aziende debbano puntare ad una forte specializzazione, comprendendo che è la qualità del servizio che crea un effettivo valore. Penso che sia finito il tempo di provare e poi vedere. Oggi chi investe in franchising è un operatore scaltro ed informato per nostra fortuna .

FRANCHISING UN SISTEMA DA COMPRENDERE

26 settembre 2009

Mi capita sempre più spesso durante le mie giornate di lavoro, di incontrare imprenditori che vogliono sviluppare nuovi progetti Franchising.

Evidentemente l’esigenza di giungere al consumatore finale pone nella mente di questi signori l’idea che il franchisng possa essere un tocca sana…..

Quello che spiego è che il franchising deve essere inteso come un sistema sinergico dove affiliato e franchisor devono poter creare reciprocamente valore……

Tale sistema però va compreso e un progetto affinchè sia sviluppato ha bisogno di competenze specifiche di un Know consolidato e Testato oltre ad una certa dose di capitali da investire……..

Su questi elementi ogettivi  qualcuno mi obietta di avere tutto già disponibile, eppure dopo pochi minuti di confronto ci rendiamo conto che in realtà non esiste niente ……..

Ecco perchè ritengo che nessun progetto possa essere valido senza una certo periodo di consulenza e una fase lunga di start up.

Probabilmente è perchè sono un consulente specializzato…… oppure  perchè se era facile non incontravo ogni giorno cosi tante persone.

Giuseppe Nappi

LIBRO SUL FRANCHISING un libro per “Decidere”

24 settembre 2009

Ciao sono Vittorio del Re mi occupo di franchising da quasi 13 anni Giuseppe mi ha chiesto di presentare il libro sul franchising.

Partirei con le seguenti considerazioni:

Il tuo futuro nel franchising dipende dalla decisione che prendi adesso.
Noi siamo la somma delle nostre decisioni prese nel passsato e tu che tipo di decisore sei?

Decidere deriva dal latino l’etimo della parola è de-cedere che sinifica da recidere da tagliare da eliminare, quindi

“decidere significa tagliare l’alternativa..”

Se sei una persona che del franchising vuol fare il proprio presente e il proprio futuro..e vuoi approfondire il sistema franchising grazie all’autorevole voce degli esperti rispondi a queste 70 domande?

Rispondi d’impulso ..anche nei commenti al blog saranno utili anche agli altri naviganti..

saper-scegliere-un-franchis

Se a più di 10 domande hai dei dubbi ti consigliamo di leggere attentamente il nostro libro:

“Saper scegliere un franchising”

il libro che ti permetterà di fare le giuste scelte per il tuo futuro imprenditoriale:

Queste le domande trattate nel nostro Libro sono tratte dalle esperienze dei migliori franchising presnti in Italia nelle diverse categorie merceologiche:

1) Può darmi dei cenni storici sul franchising e sulla sua evoluzione?
2) Che cos’è il Franchising?
3) Mi da un’altra definizione di franchising?
4) Quanti tipi di franchising esistono?
5) Che cos’è la struttura aziendale a supporto del franchising?
6) Ci sono principi legali che regolamentano il franchising?
7) Qual è l’oggetto del contratto di Franchising?
8) Quali sono gli obblighi previsti per il franchisee?
9) Quali sono gli obblighi per il Franchisor?
10) Mi dice il ruolo e l’apporto del franchisee in un progetto franchising?
11) Che tempistica deve rispettare il contratto di Franchising?
12) Che cos’è il marchio oggetto del contratto di franchising?
13) Va definito un profilo dell’affiliato potenziale da parte del franchi sor?
14) Che cos’è il punto pilota?
15) Esiste l’obbligo di fornire materiale informativo?
16) E’ vero che devo conoscere i costi dell’arredamento in termini precisi
prima della firma del contratto?
17) Che cos’è la rete franchising?
18) Per fare franchising è necessario avere un organizzazione stabile o basta un idea di business?
19) E’ fondamentale che il franchisor abbia una forte esperienza nel settore d ove sviluppa il suo progetto?
20) La conoscenza del franchisor deve essere trasmissibile?
21) E’ necessario da parte del franchisor investire sul marchio^
22) Quali sono le caratteristiche di un franchising di tipo industriale?
23) Quali sono le caratteristiche principali di un franchising di distribuzione?
24) Quali sono le caratteristiche di un franchising di servizio?
25) Può dirmi cinque caratteristiche essenziali di un franchisor?
26) Può dirmi le caratteristiche principali di un franchisee?
27) Può farmi una descrizione sintetica delle principali attività di un franchisor e di un franchisee?
28) Come si sceglie il franchisor più adatto?
29) Mi da degli elementi per valutare velocemente le potenzialità di un franchi sor?
30) Cosa si intende per franchising sinergico?
31) Come si seleziona una proposta franchising?
32) Si può dare un valore ad un marchio franchising?
33) Quali sono le novità introdotte dalla legge n. 129?
34) Come fare un preventivo di investimento?
35) Cosa deve perseguire un’azienda che intende svilupparsi in franchising e cosa deve avere?
36) Mi indica le 10 domande che lei farebbe ad un franchisor?
37) Che cos’è il business plan del franchisor?
38) Può indicarmi quali sono i principali indicatori economici per la
valutazione di un punto vendita?
39) Che cos’è il B.E.P?
40) Che cos’è il fatturato a metro quadro?
41) Può indicarmi un modo per definire un obiettivo ottimale di fatturato?
42) Può dirmi cosa sono ricarica margine e indice di rotazione?
43) Come viene tutelato l’affiliato dalla normativa vigente?
44) Quali sono i vantaggi commerciali per chi si affilia ad un progetto?
45) Può dirmi in breve quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi per chi si affilia ad un progetto franchising?
46) Può indicarmi le associazioni più rappresentative in ambito franchising?
47) Che cos’è il bacino d’utenza?
48) Che cos’è il conto economico dell’affiliato?
49) Che cos’è la fee d’ingresso?
50) Che cos’è l’esclusiva di zona?
51) Chi è il FRANCHISE BROKER (in italiano:MEDIATORE DI FRANCHISE)?
52) Che cos’è l’insegna?
53) Che cosa sono le royalties?
54) Che cos’è un manuale operativo e a cosa serve?
55) Perché è utile, se non indispensabile, il Manuale?
Operativo in ogni rete di franchising?
56) Cosa rappresenta il punto vendita in un progetto franchising?
57) Che obblighi hanno i punti vendita pilota?
58) Può darmi una definizione di Know how?
59)Cosa deve contenere un organigramma di una struttura operativa di
un’azienda che opera in franchising?
60) Come si valuta una location?
61) Che cos’è il concept store?
62) Che cos’è il format?
63) Ritiene importante investire nel format di un puntovendita e quali elementi lo caratterizzano?
64) Che cos’è il lay out e come viene trasmesso all’affiliato?
65) Quali sono le attività principali da svolgere in un negozio oltre a quella di vendita?
66) Che cos’è il retail?
67) Che cos’è il visual merchandising?
68) Mi può dire cosa effettivamente significa obbligo di formazione da parte dell’affiliante?
69) Cosa si intende per comunicazione commerciale?
70) Che cos’è franchising manager?
71) Quali sono i criteri per supportare una rete franchising?

NUOVE APERTURE MR CUCITO

23 settembre 2009

franchising-mrcucito

Nuove inaugurazioni per l’insegna Mr Cucito in Roma zona Casal Palocco e Milano Via Conizunia. Il 2010 vedrà il lancio del progetto di chioschi su 14 metri quadri nei centri commerciali con l’obiettivo di mantenere i costi di locazione accettabili parliamo pursempre di un’attività artigianale e l’avvio dello sviluppo nelle regioni Lazio e Lombardia.

Il noto marchio di sartoria con oltre 60 negozi all’attivo conferma il suo successo scaturito anche dalla sua immagine e, quindi l’ambiente in cui il cliente si trova rispetto a ciò che il mercato ha finora offerto: ambienti colorati per rappresentare la creatività dei sarti/e, arredi progettatti da architetti specializzati e realizzati dai migliori artigiani fabbri e falegnami,luci che esaltano i dettagli: “il cliente durante l’attesa può ammirare i dettagli artistici e può sfogliare riviste o gustare un caffè” Il livello qualitativo e professionale del servizio offerto, assicurando sempre un ottimo rapporto qualità prezzo. La rapidità del servizio, la cortesia e la massima attenzione al cliente .L’impostazione organizzativa affidata ad un software realizzato, da analisti specializzati, sulla base delle esigenze specifiche della lavorazione dei capi.Notevoli investimenti in azioni promozionali e pubblicitarie Posizionamento del punto vendita in zone di forte passaggio veicolare e alta densità abitativa. www.mrcucito.net

Puoi ascoltare la testimonianza di Angelo uno dei migliori affiliati Mr Cucito è riuscito ad aprire ben 4 negozi in meno di 2 anni clicca qui sotto per ascoltare:

mrcucitotestimonianzaangelo

IL MATERIALE INFORMATIVO

22 settembre 2009

Materiale informativo clicca qui per ascoltare l’audio:
Materiale informativo

Qualsiasi progetto franchising deve avere del materiale di supporto per la fase di presentazione di seguito un elenco di materiale essenziale:

a) Questionario profilo franchisee: documento con le domande che serviranno ad individuare se il potenziale franchisee rispecchia il profilo delineato dal franchisor.

b) Dossier: il franchisor dovrà preparare questo dossier da consegnare al franchisee prima della sottoscrizione del contratto di franchising contenente ogni informazione relativa ai principali dati relativi al franchisor; i marchi utilizzati con gli estremi della relativa registrazione o della licenza concessa al franchisor da terzi; gli elementi caratterizzanti l’attività in franchising; l’elenco dei punti vendita diretti ed in franchising;  un’ipotesi di bilancio previsionale fondata su esperienze di franchisee analoghi.

c) Brochure: documento utile alla introduzione dell’azienda nella ricerca franchisee.

Serve da carta di presentazione del marchio interessato ad espandersi reca tutte le informazioni necessarie a valutare un progetto di affiliazione, in essa è contenuta la scheda tecnica l’elenco dei negozi, foto dei punti vendita foto del prodotto.

Oggi giorno le presentazioni più efficaci sono supportate da internet piuttosto che da presentazioni cartacee.

Giuseppe Nappi Franchising Manager

REGOLA VINCENTE PROGETTI INNOVATIVI

22 settembre 2009

Sonnestar un progetto innovativo
sono Giuseppe Nappi, responsabile del Franchising Sonnestar, approfitto di questa opportunità per presentarti un progetto che ritengo innovativo nella sua essenza.

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Il progetto sonnestar Italia.

Perchè affermo questo…. per due motivi…..

perchè è uno dei pochi progetti che oltre ad avere una azienda di produzione alle spalle il progetto si sviluppa nell’ambito delle energie alternative che oggi rappresenta un mercato in forte crescita con ampi supporti da parte del governo attraverso programmi di sovvenzioni e finanziamenti dedicati.
“Se sei alla ricerca di un business probabilmente è meglio per te investire in un mercato con queste caratteristiche.”
Sonnestar Italia nei prossimi 2 anni sta selezionando sul territorio nazionale 20 affiliati che vogliono specializzarsi nell’ambito delle energie alternative diventando soggetti autonomi nei sistemi di progettazione fornitura e realizzazione di impianti solari.
Il nostro affiliato dopo un percorso di inserimento formativo assumerà la qualifica di manager energetico.
Riceverà un’esclusiva di zona e sarà capace di effettuare le prime forniture sin dal primo mese di attività.

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============= INVESTIMENTO =============
Posso affermare che il nostro progetto oltre ad avere un investimento contenuto, circa 19.000 euro è flessibile nel percorso finanziario e permette all’affiliato di recuperare l’investimento nei primi 8 mesi di attività.
Qual’ è l’investimento per l’affiliazione al Franchising.
Il nostro progetto presuppone un capacità tecnica di investimento di circa 19.000 €
Fee d’ingresso 5.500 €
Arredi 7.500 €
Start up Agenzia e Campionatura di base 3.000 €
Chiosco per fiere e affiancamento iniziale 3.000 €
Qual è il piano di investimento per entrare nel gruppo Sonnestar.
Entrare nel gruppo Sonnestar presuppone una capacità tecnica di investimento di circa 19.000.
Il piano finanziario si divide in due momenti essenziali:
Inserimento e formazione (durata circa sei mesi), durante i quali l’affiliato sarà in grado grazie al nostro affiancamento costante ed al processo di formazione iniziale di procedere alle prime installazioni.
Apertura e lancio dell’agenzia (entro i primi 12 mesi dalla sottoscrizione del contratto) durante tale fase sarà aperta l’agenzia sonnestar sul territorio di esclusiva.

DEFINIZIONE DI FEE D’INGRESSO

22 settembre 2009

Per ascoltare la definizione a cura di Vittorio del Re clicca qui:

INGRESSO

In genere per Fee d’ingresso o Entry Fee si intende il compenso che richiede il franchisor degli investimenti fatti dallo stesso per creare, testare il concept e farne approfittare il franchisee. Il costo della formazione e dell’assistenza per l’avvio può essere incluso o fatturato a parte.

In genere nel costo della fee d’ingresso sono annoverati dei servizi quali a titolo esemplificativo:

1) la progettazione architettonica del negozio franchesee
2) i costi relativi alla realizzazione del piano di start up del franchesee
3) i costi relativi alle figure professionali coinvolte nell’apertura del negozio Es. Visual merchandiser, consulenti fiscali, consulenti franchising
4) elaborazione di documenti quali piani di prefattibilità, calcolo B.E.P, calcolo del R.O.I, calocolo del R.O.E, calcolo dei Cash Flow
Per i servizi svolti dall’azienda franchisor alcune aziende la richiedono esplicitamente nel contratto con l’enunciazione chiara e scritta dei servizi prestati, altre preferiscono inserire i relativi servizi sui costi delle merci e degli arredi..

Se state per aprire un negozio chiedete sempre al responsabile franchising con il quale siete in contatto quale è il R.o.I del mio franchising? Se ve lo sa dire e mettere per iscritto procedete …altrimenti se vi posso dare un consiglio lasciate perdere…

Dr. Vittorio del Re

Tratto dal libro FRANCHISING MANAGER Autore dr. Vittorio del Re